CHI SONO

Sono un’artista e ricercatrice indipendente. Attraverso l’osservazione, la pittura e la scrittura indago ciò che accade nell’incontro fra me e un luogo.

Giada Bianchi al lavoro su un dipinto, mentre traccia un segno con un pennarello giallo.

In breve

Giada Bianchi è un’artista e ricercatrice indipendente svizzera che vive e lavora in Engadina. La sua ricerca indaga che cosa accade quando, durante l’osservazione, la distanza fra una persona e un luogo si attenua. Dal 2026 sviluppa una serie di Osservazioni fondate sull’esperienza diretta dei luoghi. Attraverso appunti, fotografia, scrittura e, in alcuni casi, pittura, cerca di riconoscere le forme relazionali, le qualità e i fenomeni percettivi che prendono forma nell’incontro. Il lavoro attuale nasce dal precedente ciclo di Arte Narrativa, sviluppato tra il 2017 e il 2023 attraverso l’ascolto di oltre mille testimonianze e la realizzazione di dipinti, progetti partecipativi e del Vocabolario collettivo della realtà.

Il lavoro che conduco oggi

La mia ricerca nasce da una domanda: che cosa accade quando, osservando un luogo, la distanza che ci separa si attenua?

Non cerco di interpretare il luogo, né di capire che cosa susciti in me. Durante l’osservazione rimango nel momento, prestando attenzione a ciò che diventa percepibile quando il luogo non resta più soltanto davanti al mio sguardo.

In alcuni incontri emergono particolari organizzazioni dello spazio, modi di manifestarsi, ritmi, tensioni e movimenti. Li chiamo forme relazionali, qualità e fenomeni percettivi. Non li considero proprietà già presenti nel luogo, ma nemmeno proiezioni della mia interiorità: descrivono ciò che prende forma nella relazione, come la vibrazione prodotta da due elementi che, per un momento, entrano in risonanza.

Ogni Osservazione raccoglie uno di questi episodi attraverso la fotografia del luogo, gli appunti presi nel momento e una successiva elaborazione. È un’esperienza completa anche quando non diventa un dipinto.

La pittura come verifica

Quando un’Osservazione prosegue nella pittura, torno ripetutamente allo stesso momento per cercare una composizione capace di sostenerne contemporaneamente le forme relazionali, le qualità e i fenomeni.

Il dipinto non illustra il paesaggio e non traduce uno stato interiore. Attraverso forme, colori, ritmi, sovrapposizioni e differenti profondità visive, mette ulteriormente alla prova ciò che è stato osservato.

Procedo per accumulo e trasformazione. Ogni intervento modifica le relazioni già presenti e la complessità che ne deriva tiene insieme i diversi elementi, facendo emergere configurazioni differenti a seconda del punto sul quale si posa lo sguardo.

Considero il dipinto concluso quando, guardandolo, riconosco la struttura del campo incontrato. Non perché l’avessi già vista nel luogo, ma perché il processo pittorico è riuscito progressivamente a renderla riconoscibile.

Dall’ascolto delle persone all’osservazione dei luoghi

La ricerca attuale nasce da un lungo lavoro sull’ascolto. Tra il 2017 e il 2023 ho raccolto più di mille testimonianze intorno a esperienze condivise come il sole, la luna, la terra, il silenzio e il bosco. I dipinti nati da questi incontri non illustravano le storie ascoltate: cercavano una forma capace di accogliere il modo in cui ogni voce occupava lo spazio e si metteva in relazione con le altre.

In quei lavori erano già presenti configurazioni relazionali, ritmi e forme di coesistenza, anche se allora non possedevo ancora le parole con cui oggi provo a riconoscerli.

Nei tre anni in cui non ho dipinto, la pratica dell’ascolto si è trasferita progressivamente nell’esperienza diretta. Ho raccolto momenti vissuti in brevi scritti chiamati Istanti e ho approfondito la domanda sulla relazione con il reale anche attraverso il Master in Scienza, Filosofia e Teologia delle Religioni presso l’Università della Svizzera Italiana.

Nel maggio 2026, con la prima Osservazione al Lej Nair, ho provato per la prima volta a rivolgere direttamente a un luogo la stessa attenzione che prima dedicavo alle testimonianze. Da quel momento osservazione, pittura e scrittura sono diventate parti differenti di un’unica ricerca.

Formazione e percorso

  • Master in Scienza, Filosofia e Teologia delle Religioni — Università della Svizzera Italiana

  • Accompagnatrice di visite guidate diplomata

  • Artista e ricercatrice indipendente

Nel corso degli anni ho presentato il mio lavoro in mostre personali e collettive e sviluppato progetti di ricerca, scrittura e partecipazione.

I lavori appartenenti alle precedenti fasi della ricerca sono raccolti nell’archivio.

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