È possibile incontrare un luogo senza chiedergli di essere qualcosa per noi?

Osservo, dipingo e scrivo per cercare di comprendere come sia possibile incontrare davvero un luogo.

Sono un’artista e ricercatrice indipendente. Mentre osservo un luogo, a volte qualcosa cambia: il luogo smette di rimanere soltanto davanti al mio sguardo e la distanza fra me e ciò che osservo si attenua. Le Osservazioni cercano di rendere descrivibile questo passaggio. Alcune proseguono nella pittura; altre rimangono raccolte attraverso parole, fotografie e registrazioni.

La ricerca

La mia ricerca si concentra su ciò che accade quando cambia il modo in cui guardo un luogo e la distanza iniziale si attenua. Viviamo in un tempo in cui i luoghi ci raggiungono spesso come immagini, destinazioni ed esperienze già predisposte. Il loro valore tende a coincidere con ciò che offrono o con l’intensità di ciò che ci fanno provare. Anche un’esperienza molto forte, però, può lasciarci nella stessa posizione da cui siamo partiti: emozionati, ma non necessariamente ricollocati nel rapporto con ciò che abbiamo davanti.

Le Osservazioni, i dipinti e gli scritti interrogano una possibilità diversa: che cosa accade quando non è più il luogo a dover produrre qualcosa per noi, ma cambia il nostro modo di stargli davanti? La ricerca cerca di rendere riconoscibile questo passaggio e di costruire un linguaggio capace di raccontarlo.

Osservazioni

Le Osservazioni sono episodi situati in luoghi e momenti precisi. Raccolgono ciò che accade quando la distanza fra me e il luogo si attenua e il campo percettivo assume un’organizzazione che prima non riuscivo a riconoscere. Ogni scheda conserva le circostanze dell’incontro, alcuni frammenti delle parole annotate sul posto e le forme relazionali, le qualità e i fenomeni emersi. Alcune Osservazioni diventano dipinti; altre rimangono complete senza passare attraverso la pittura.

Opere

Alcuni incontri proseguono attraverso la pittura. Il dipinto non rappresenta il luogo e non illustra ciò che è stato individuato durante l’Osservazione. Attraverso stratificazioni di colore, trasparenze e coperture, variazioni di diluizione e interventi successivi, la pittura torna ripetutamente al momento e cerca una composizione nella quale forme, qualità e fenomeni possano rimanere attivi nel contempo.

La raccolta comprende anche le opere nate negli anni precedenti dall’ascolto di centinaia di testimonianze.

  • Scritti

    Approfondimenti, archivio newsletter, riflessioni e progetti collettivi accompagnano lo sviluppo della ricerca e ne conservano le domande, i cambiamenti e le questioni che rimangono ancora aperte.

    Quaderni e fogli sovrapposti con appunti manoscritti relativi alle Osservazioni e alla ricerca artistica.
  • Partecipare

    La ricerca può essere seguita, sostenuta o condivisa in modi diversi: attraverso la newsletter, collezionando un’opera, sviluppando una collaborazione o sostenendo direttamente il lavoro indipendente.

    Tavolo dell’atelier con tubetti di acrilico, pennelli e pennarelli davanti a un grande dipinto astratto multicolore.
  • Chi sono

    Mi chiamo Giada Bianchi. Vivo e lavoro in Engadina. Il mio percorso nasce dall’ascolto delle testimonianze e prosegue oggi attraverso l’incontro diretto con i luoghi, la pittura e la scrittura.

    Giada Bianchi dipinge accanto a una finestra, con il profilo delle montagne dell’Engadina sullo sfondo.

Chesa Altrova

Accanto alla ricerca artistica curo Chesa Altrova, una casa di ospitalità a St. Moritz e un progetto dedicato a un modo più attento di vivere e incontrare l’Engadina.

Tracce dal quotidiano

Dal profilo Instagram @giadabia