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Un cammino di parole, inviate nel tempo
Ogni anno creo un percorso composto da dodici parole. Un cammino che attraversa i mesi da giugno a maggio dell’anno successivo.
Ogni mese una parola diventa un punto di osservazione: un modo per guardare il reale nei luoghi, nel tempo, nei gesti e nelle relazioni quotidiane. Non per definirla una volta per tutte, ma per vedere come prende forma nell’esperienza.
Il primo ciclo è iniziato nel giugno 2025 con la parola soglia e prosegue mese dopo mese attraverso dodici parole che esplorano diversi modi di stare nel reale.
Le newsletter raccolte in questa pagina possono essere lette in ordine, come un percorso, oppure attraversate liberamente, fermandosi nella parola che in questo momento chiama di più.
Ogni 13 del mese una lettera da abitare:
una parola al centro e, attorno, immagini, voci ed esperienze che la fanno vivere.
Puoi iscriverti alla newsletter nel fondo della pagina.
#1 - Sulla soglia, dentro il legame
Ogni cammino comincia con un passaggio. Questa prima parola apre il percorso e invita a riconoscere quei momenti in cui il reale ci chiede di fermarci e attraversare.
#2 - Dentro al centro, per orientarsi
Dopo il passaggio della soglia, il cammino cerca un orientamento. Il centro non è un punto da raggiungere, ma un luogo da riconoscere dentro l’esperienza.
#3 - Nel vuoto, la libertà che unisce
Dopo aver trovato un orientamento, il cammino incontra uno spazio inatteso: il vuoto. Non come mancanza, ma come apertura in cui ciò che siamo può incontrare davvero il mondo.
#4 - Nel tempo, il senso che appare
Dopo il vuoto, il cammino incontra il tempo. Non come qualcosa da riempire o controllare, ma come il ritmo dentro cui la vita prende forma.
#5 - Casa: diventare luogo
Dopo aver attraversato il tempo, il cammino cerca un luogo dove sostare. La casa non è solo un rifugio, ma lo spazio in cui impariamo ad abitare il reale.
#6 - L’Altro: il luogo dell’incontro
Dopo aver trovato dimora, il cammino incontra l’Altro. L’Altro non è solo qualcuno da comprendere, ma una presenza che trasforma ciò che siamo.
#7 - La parola: per dare forma al reale
Dopo l’incontro con l’altro, il cammino cerca un modo per nominare ciò che accade. La parola diventa il gesto che rende condivisibile l’esperienza.
#8 - La cura: ciò che fa restare
Dopo aver nominato ciò che conta, il cammino incontra la cura. Non come un dovere, ma come l’attenzione che permette alle cose di continuare a vivere.
#9 - Ritornare: rientrare nel reale
Dopo aver attraversato questi passaggi, il cammino rientra nei giorni. Ritornare non è tornare indietro, ma lasciare che ciò che è stato attraversato resti nella vita.
#10 - Affidarsi: lasciare che la vita ci dia forma
Quando il cammino rientra davvero nel reale, appare l’affidarsi. Una postura che lascia spazio a ciò che accade senza pretendere di guidarlo fino in fondo.
#11
Verrà inviata il 13 aprile 2026.
#12
Verrà inviata il 13 maggio 2026.