IL LUOGO DEL CUORE

Dipinto astratto con colori vivaci e forme spruzzate, appeso a una parete bianca in una galleria d'arte.

Questo dipinto nasce dall’ascolto di testimonianze raccolte attorno a una domanda semplice: qual è il tuo luogo del cuore?

Alle persone è stato chiesto di nominare un luogo che, per qualche motivo, è rimasto vivo nella loro esperienza. Non necessariamente un luogo importante o straordinario, ma uno spazio che, nel tempo, è diventato significativo.

Sono emersi paesaggi molto diversi: montagne, città, stanze, sentieri, rive d’acqua, luoghi attraversati solo una volta e altri abitati per anni.

Ogni racconto portava con sé una memoria, un gesto, una sensazione. In molti casi il luogo non era solo uno spazio geografico, ma un punto di incontro tra ciò che accade fuori e ciò che accade dentro.

Le testimonianze hanno aperto un campo di luoghi interiori e reali insieme. Spazi che, pur essendo diversi tra loro, condividevano una stessa qualità: quella di custodire qualcosa di essenziale nella vita di chi li ha nominati.

Il dipinto nasce come restituzione visiva di questo ascolto. Non rappresenta un luogo preciso, ma custodisce il campo di esperienze che le testimonianze hanno fatto emergere.

È una presenza composta dalle voci ricevute: un luogo che non appartiene a una sola persona, ma che nasce dall’incontro di molti luoghi del cuore.

Qual è il tuo luogo del cuore?

Le voci che hanno generato l’opera (in ordine di ascolto): Paola, Alessandro, Manuel, Tiziana, Chiara, Bruno, Riccardo, Monique, Riccardo, Patrick, Lisa, Angela, Luca, Roberto, Anonima, Alessandro, Simona, Monica, Mauro, Lorenza, Silvia, Salvatore, Tiziana, Roberto, Reto, Ursula, Anna, Fabiola, Giovanna, Mary, Clarissa, Gabriella, Daolini, Carmen, Iris, Mario, Manuela, Sabina e Anna, a cui va il mio più sentito grazie ❤️.

Informazioni essenziali

Le testimonianze

Le persone che hanno partecipato a questo progetto hanno raccontato il loro luogo del cuore attraverso messaggi vocali e testimonianze scritte.

Sono arrivati 29 messaggi vocali, ognuno con una voce, un ritmo e un paesaggio diverso. Ho raccolto queste voci in quattro brevi clip, dove i racconti si intrecciano tra loro e restituiscono il campo umano da cui è nato il dipinto.

Non si tratta di un montaggio narrativo, ma di un ascolto condiviso: frammenti di luoghi che, accostati, fanno emergere una geografia affettiva comune.

Testimonianze scritte

Tiziana: “il vento soffiava leggero e con il suo calore sfiorava i nostri visi. La sabbia sottile accarezzava i nostri corpi e noi, rapiti da un’atmosfera quasi onirica, ci siamo ritrovati  in un mondo senza tempo, senza pensieri e preoccupazioni. Il deserto ci ha resi più consapevoli della bellezza e unicità della vita”.

Anonima: “ll posto che ho nel cuore è il Monte Laura, sopra Roveredo, dove salgo per rigenerarmi da più di 66 anni. Lì mi sento libera, e i contatti con le altre persone sono più intensi che non in città. Ho condiviso tante estati felici da bambina, con mio marito, i miei figli e i miei nipoti”.

Anonimo: “Il mio universo si trova su un lago ghiacciato. È un posto che non sembra vero, eppure lo è. Il crepitio della neve sotto i piedi… e l’orizzonte che mhmm... è fatto solo per sognare...”

Gabriella: ”Un po' anima antica amo camminare e avvolgermi nella natura che identifico in particolare sui monti, un po' lupa attraverso boschi a cercare nuovi orizzonti, un po' aquila anelo alla roccia per permettere alla mia anima di spiccare il volo. Sempre i battiti del mio cuore impazzano al nuovo cammino, al primo passo, all'invitante sentiero. La fatica, la sosta, l'ascolto, l'abbraccio, i ciottoli, i rami, il cielo sanno confortarmi. Gli occhi cercano sino a che, tra la roccia, uno spazio cheta il mio cuore. Il mio corpo respira, l'anima si libra.”

Carmen: “Luoghi e panorami bellissimi ne ho visti tanti, ma il mio “angolino speciale” è un ponte... un semplicissimo ponte. Un ponte particolare, e forse oggi ancora più speciale perché non esiste più. 

Purtroppo la frana di ormai quasi due anni fa, se l’è portato via…. ma in fondo non conta la forma, conta la posizione e il suo significato. Oggi al posto del vecchio ponte di granito, c’è un bellissimo ponte sospeso, un po’ traballante questo è vero, ma una vera avventura e divertimento attraversarlo!  Oggi è diventato un simbolo di rinascita e ricostruzione. Uniti si vince. Attraversarlo è stata una “rivincita”.  Forse per questo, gli anziani del paese, senza troppi problemi hanno fatto a gara per passare per primi!

Come dicevo, un ponte che unisce. É il punto di incrocio esatto di due paesi, ma anche di due valli, le “mie Valli”. Val Bregaglia e Val Bondasca. Adoro stare su quel ponte perché l’aria che scende dalla Val Bondasca è speciale. Il suo profumo è speciale. Se chiudi gli occhi puoi sentire distintamente l’odore di resina dei larici misto a quello delle rose alpine. L’aria sempre fresca e frizzante che ti fa rabbrividire per un attimo, ma subito dopo ti fa stare bene.

Anche nelle calde giornate estive, su quel ponte è sempre ventilato. Da quella posizione non vedi nulla di particolare, solo una stretta gola in cui senti risuonare tra salti e cascate il torrente, che nasce e scende dagli antichi ghiacciai poco distanti da quel punto. Quella gola alta e stretta a cui sono legate tante storie e leggende del paese, storie “magiche” che usava mia nonna per farmi addormentare da piccola! 

Ma quello che più mi affascina di quel posto è proprio il profumo di quell’aria. Odora di vette maestose, dalla cui cima ho conosciuto la sensazione di poter dominare…. non il mondo…. ma me stessa! Quel muro naturale di granito che divide Italia e Svizzera, ha un profumo tutto suo che riconoscerei ovunque. 

Su quel ponte, “non vedi”, ma senti arrivare in quell’aria, tutta la forza di quei giganti di granito. Senti la loro presenza, sempre. Per me è un concentrato di libertà, timore, determinazione e rispetto. Questo è sempre stato sin da piccola, il mio “rifugio” da qualsiasi problema o pensiero”.

Lorenza: “La baia è grande e incantevole e circondata da suggestive scogliere e da una serie di falesie, l’acqua è incontaminata, la sabbia morbida come un manto di velluto nero. Non esiste scenario migliore per fare pace coi mondi, quello fuori e quello dentro di noi, e per sedersi in raccoglimento, a immaginare che se sulla nostra terra dovesse esistere un luogo incantato dove Dio incontra gli uomini, ebbene, quel luogo sarebbe proprio qui. E cosa potrebbe raccontare Dio agli uomini in un luogo incantato? Favole, naturalmente!”

Anonima: “Ho cercato in lungo e in largo, ma non sono riuscita a trovare un luogo dove sentirmi totalmente bene. Ovunque mi trovi se sono in comunione con Gesù tutto diventa meno ostile, e la vita è vita”.

Anonima: “Il mio luogo sono le colline intorno al mio lago. Alla giusta altitudine, fra il blu del lago e l’azzurro del cielo sento la sicurezza e la forza delle mie verdi montagne. Qui trovo l’energia per guardare lontano, illuminata dalla luce del sole che brilla sulla superficie dell’acqua così come nel mio cuore”.