Intelligenza del cuore
Intelligenza del cuore nasce da un processo di ascolto sviluppato attorno alla capacità di riconoscere la propria aggressività, rabbia o oscurità senza trasformarla automaticamente in azione verso gli altri.
Alle persone è stata posta una domanda semplice: raccontare un momento in cui avevano percepito salire dentro di sé un impulso distruttivo, scegliendo però di non lasciarlo esondare nel mondo.
Le testimonianze raccolte non sono state utilizzate come contenuti da rappresentare, ma come condizioni di ascolto da cui sono progressivamente emerse tensioni, contenimenti, densità, interruzioni e configurazioni relazionali.
Il titolo dell’opera nasce da una riflessione della poetessa Chandra Candiani sull’“intelligenza del cuore” come capacità di conoscere la propria possibilità di nuocere senza esercitarla. La frase non è stata utilizzata come spiegazione del dipinto, ma come apertura di un campo percettivo e relazionale attraverso cui l’ascolto ha preso forma.
Il dipinto non rappresenta un’idea morale di bontà o di cuore. La pittura si sviluppa invece come uno spazio autonomo in cui gesti, stratificazioni e strutture percettive emergono dal rapporto tra tensione interiore, presenza e scelta di non trasformare immediatamente l’impulso in azione.
Racconta un momento in cui hai visto la tua ombra salire, senza lasciarla esondare
Le voci che hanno partecipato al processo: Laura, Anonimo, Rosa, Giovy, Francesca, Fulvia, Giovanni, Stefania, Rossella, Cristina, Anonimo, Daniela, Anonima, Luca, Laura, Frankie, Guya, Licia, Anonima e Anonimo, a cui va il mio più sentito grazie ❤️.
Questo audio raccoglie un intreccio di voci che hanno partecipato alla nascita del dipinto. È un montaggio delle testimonianze ricevute, ascoltate una accanto all’altra, come sono arrivate.
Informazioni essenziali
Tecnica: acrilico su tela
Dimensioni: h. 105 x 75 cm
Anno: 2022
Serie: Intelligenza del cuore fa parte della serie Trasmissione pittorica, un flusso dove l’arte non è oggetto statico, ma si rigenera attraverso i vissuti delle persone.
Opera disponibile: → chiedere informazioni sull’opera
Dalla voce alla parola collettiva
Dalle testimonianze raccolte attorno a questo tema è nata anche una definizione collettiva. Non come spiegazione del dipinto, ma come forma parallela dello stesso ascolto.
La parola come presenza visiva
Questo poster nasce dallo stesso ascolto che ha generato il dipinto: una parola restituita al mondo come presenza.
Ascoltare le testimonianze
Alcune voci hanno scelto di essere condivise anche in forma sonora, altre solo come parole scritte (vedi sotto). Tutte partecipano allo stesso campo di ascolto da cui il dipinto è nato.
[Anonima] “È difficile. C'è stato un momento nella mia vita molto difficile, in cui tutta la rabbia che provavo l'ho fatta uscire attraverso l'immaginazione, per fortuna. Un pensiero, una visione molto cruda e c'ero io che faceva del male a questa persona ma proprio fisicamente, e la cosa che mi ha sconvolto è che non sentivo niente, lo facevo con un gelo... che per fortuna non ho mai provato, però nella mia immaginazione era proprio una roba, boh, gelida e niente, mi sono spaventata di me però ho ringraziato questa persona perché mi ha fatto vedere quella parte di me che c'è, e basta”.
[Anonimo] “Alle elementari avevo un maestro che ci picchiava tutti i giorni; una volta erano così i maestri, erano maneschi e io ho sempre sognato di fargliela pagare. Ci sono riuscito parzialmente una volta quando gli ho chiesto "perché mi picchiavi da piccolo?". Lui è diventato di tutti i colori, si è scusato e ha detto "ero immaturo da giovane". Ma ci infliggeva di quelle umiliazioni, ci faceva piangere davanti a tutta la classe, era uno schifoso. Poi tanti anni fa, mentre stavo facendo una cura che mi sballava un po', tutta questa rabbia mi è tornata fuori. Ho preso l’auto e sono andato a scuola perché volevo buttargli per aria l'ufficio. Sono stato salvato dal fatto che in quel momento lui non c'era, ma ti assicuro che ribollivo di rabbia talmente tanto che gli avrei spaccato la faccia”.