NOI

Riproduzione astratta colorata in un quadro in un'illuminazione di galleria d'arte

Questo dipinto nasce dall’ascolto di testimonianze raccolte attorno al tema dell’identità.

L’opera è stata realizzata in occasione di un concorso artistico che invitava a riflettere su questa parola. Di fronte a questa proposta ho sentito il desiderio di provare a costruire un “noi” in cui nessuno si sentisse escluso.

Per questo ho posto alle persone una domanda semplice: “Come vedi te stesso?”

Le risposte non cercavano di definire l’identità in modo teorico. Raccontavano piuttosto esperienze, percezioni, momenti di vita, modi diversi di abitare sé stessi nel mondo.

Sono emerse voci molto diverse tra loro: storie personali, frammenti di esperienza, parole che parlavano di cambiamento, ricerca, appartenenza e libertà.

Il dipinto nasce come restituzione visiva di questo ascolto. Non rappresenta una singola identità, ma custodisce il campo di presenze che le testimonianze hanno fatto emergere.

Il noi che appare nell’opera non è una definizione chiusa. È uno spazio aperto, generato dall’incontro tra molte voci.

Questo lavoro è stato selezionato per essere esposto presso Galleria Spazio 1b a Lugano, in occasione del primo Pride del Canton Ticino.

Come vedi te stesso?

Le voci che hanno generato l’opera (in ordine sparso): Annibale, Adriana, Paola, Ursula, Martina, Shendra, Alessia, Monika, Elisabetta, Monique, Roberta, Salinger, Luca, Manuela, Ettore, Silvia, Vittoria, Anita, Chiara, Ezio, Eliana, Elena, Noah, Nadia, Riccardo, Miika, Tiziana, Patrizia, Katia, Anonima, Maria Giulia, Bruno, Anonima, Giovanna, Marilù, Antonella, Mary e Natascia, a cui va il mio più sentito grazie ❤️.

Informazioni essenziali

Le testimonianze

Per questo dipinto sono arrivate 38 testimonianze.

A ogni persona è stata posta la stessa domanda: “Come vedi te stesso?”

Le risposte hanno aperto un campo di esperienze molto diverse tra loro: percezioni di sé, passaggi di vita, modi differenti di abitare la propria identità.

La clip qui sotto raccoglie un montaggio delle voci ricevute. Non segue un ordine narrativo, ma restituisce il campo umano da cui il dipinto è nato.

Ascoltate insieme, queste testimonianze fanno emergere un noi composto da molte singolarità.