VENUS

Dipinto astratto con linee e forme colorate su una parete bianca in un'area espositiva

Venus nasce da un processo di ascolto sviluppato attorno all’esperienza della bellezza e al rapporto tra un’immagine classica e lo sguardo contemporaneo.

Alle persone è stato chiesto di osservare La nascita di Venere di Sandro Botticelli e di raccontare ciò che emergeva nella loro esperienza davanti a quell’immagine.

Non si trattava di una domanda sulla storia dell’arte o sul significato simbolico dell’opera, ma di un invito a restare nell’esperienza percettiva e relazionale aperta dall’incontro con l’immagine: sensazioni, ricordi, tensioni, impressioni, frammenti di vissuto.

Le testimonianze raccolte non sono state utilizzate come contenuti da rappresentare, ma come condizioni di ascolto da cui sono progressivamente emerse aperture, densità, variazioni percettive e configurazioni relazionali.

Il dipinto non riprende né illustra l’opera di Botticelli. La pittura si sviluppa invece come uno spazio autonomo in cui gesti, stratificazioni e strutture percettive prendono forma attraverso il campo relazionale generato dall’ascolto.

Venus osserva così il rapporto tra immagini tramandate e esperienza contemporanea: il modo in cui un’opera attraversa il tempo, continua a produrre presenza e genera nuove configurazioni percettive nello sguardo di chi la incontra.

Cosa senti, guardando la Venere di Botticelli?

Le voci che hanno preso parte al processo: Paola, Sara, Riccardo, Monique, Nadia, Anonima, Fabiana, Carmine, Patrizia, Shendra, Luca, Vanessa, Ursula, Giovanna, Francesca, Barbara, Eliana, Mary, Manuela, Marilù, Viviana, Andrea, Fabiola e Fateme, a cui va il mio più sentito grazie ❤️.

Informazioni essenziali

Le testimonianze

Per questo dipinto sono arrivate 24 testimonianze.

La clip qui sotto raccoglie un montaggio delle voci ricevute. Non segue un ordine narrativo, ma restituisce il campo umano da cui il dipinto è nato.

Clip 1