AFFIDARSI

Affidarsi è, a volte, una cosa semplice come una mano che si intreccia a un’altra. Un gesto alla pari, in cui nessuno domina e nessuno si arrende, ma entrambi sostengono il cammino. È sapere che qualcuno è dietro di te e poter lasciare andare la palla senza voltarti, perché la fiducia non ha bisogno di essere controllata. Affidarsi è anche credere. Credere che qualcuno possa accogliere il nostro passo nel vuoto, come quando ci lasciamo cadere sapendo che qualcuno ci prenderà. Non è un gesto scontato: richiede coraggio e la disponibilità a rinunciare, almeno per un momento, all’illusione del controllo. Per alcuni affidarsi è riconoscere un limite. È accettare di non bastare sempre a sé stessi e condividere una fragilità. In questo senso diventa un gesto profondamente umano e intimo: prima di affidarsi occorre conoscersi. A volte affidarsi è lasciarsi portare dal susseguirsi dei giorni. Fidarsi del tempo che scorre e della possibilità che ogni giornata possa offrire uno sguardo nuovo, un incontro inatteso, una nuvola che ieri non c’era. Non tutti riescono a farlo. C’è chi non si affida a nessuno e chi, dopo percorsi difficili, sente di poter contare soltanto su sé stesso. Anche questo fa parte dell’affidarsi. Altri scelgono di affidarsi alla natura, a luoghi che accolgono senza giudicare: un bosco, per esempio, capace di ricevere chi entra senza distinguere tra forte e fragile. Affidarsi, allora, non è solo un gesto verso qualcuno. È una postura. È la disponibilità a lasciarsi attraversare da ciò che accade senza irrigidirsi. Come l’acqua di una cascata che incontra il gelo e continua a scorrere prendendo forma. L’incontro tra i due crea una figura che da soli non avrebbero mai avuto.Affidarsi è permettere alla vita di attraversarci abbastanza da rivelare ciò che possiamo essere. È il passo nel buio che, proprio mentre lo compiamo, diventa anche una liberazione.