SOGLIA
È quel momento in cui qualcosa cambia, anche se non sempre lo sappiamo dire a parole. È il risveglio, la colazione, l’alba, l’istante in cui si chiude la porta e si rientra a casa la sera. È il modo in cui qualcuno entra in una stanza, il tono con cui saluta, il silenzio che lo accompagna, il sorriso che accende l’inizio di un incontro. È un gesto che sorprende, come un regalo inatteso o una torta nel giorno giusto. È quel piccolo atto d’amore che rivela una misura diversa, e fa comprendere quanto stia stretto ciò che prima sembrava normale. È anche decidere di uscire dalla routine, abbandonare una sicurezza per scoprire qualcosa di nuovo in sé stessi. La soglia è il tempo che passa, che non torna ma che trasforma. A volte si sente come uno strappo, altre come un’apertura. È il momento in cui si cambia scuola, o quando qualcuno caro muore. È lo spazio tra ciò che c’era e ciò che viene dopo. È una perdita che modifica la forma del mondo, un’assenza che ridisegna la propria identità. Ma la soglia non è solo rottura. È anche possibilità. È un’isola che ti cambia, una festa che ti fa sentire al centro, un prato abitato da assenze amate. È quel sentire di appartenere, di essere visti e accolti, di far parte di un cerchio vivo. È il click di una presenza che ti attraversa. La soglia è anche un luogo invisibile che si apre nel corpo: un senso di euforia, un’accelerazione del cuore, un’accettazione, una pace. È il passaggio tra ciò che sei e ciò che potresti essere. È la tensione tra due mondi che a volte si sfiorano: l’adesso e l’oltre, l’interiorità e il paesaggio, la fragilità e la forza. A volte la soglia è un qui e ora che si lascia afferrare per un istante solo, e in quell’istante qualcosa si connette: si guarda, si respira, si sussurra “ti amo” al mondo intero. È una connessione sottile che porta in contatto col divino, un varco che non conduce fuori, ma più profondamente dentro. La soglia, infine, non è solo qualcosa che si attraversa: è anche qualcosa che ci attraversa. È il punto vivo in cui la trasformazione accade. È ciò che, pur spaventando, ci cambia. È la linea che non divide, ma apre. È ciò che ci prepara, anche senza saperlo, a diventare chi non siamo ancora.