TEMPO
È la cosa più preziosa che abbiamo, il dono che accompagna ogni vita e che spesso diamo per scontato. È ciò che non basta mai, eppure trova senso pieno quando è speso accanto a chi si ama. È quello che, quando lo senti davvero, ti ricorda che sei vivo e rende il resto secondario. Il tempo è concreto e invisibile insieme, una sfida continua a fermarne il corso. Riconoscerla è già vittoria; trovare un modo per vivere attimi che sembrano trattenere l’eternità è il massimo del successo. Per altri è una rottura, una sveglia per l’aldilà, una traccia che non si arresta. È pensiero che si fa sostanza, compagno che non smette di bussare, catena che costringe ma anche fessura che apre. Scorre come le stagioni: un cerchio che si chiude e subito si riapre, tanto che non sai più dove inizi o finisca. A volte breve, altre interminabile, lascia solchi che non possono essere ignorati, perché il tempo non è altro che vita. Con l’età si rivela come sequenza infinita di istanti, ciascuno capace di contenere il tutto. Può fermarsi e rigenerarsi: lo fa al sorgere e al tramontare del sole, quando sembra appartarsi per dare fine e inizio a giorni, anni, secoli. Oppure nello stare a guardare senza orari, lasciandosi attraversare dal desiderio, dal rimpianto, dalla poca saggezza. È la nebbia che sembra velare e invece rivela, isolando ciò che prima restava disperso e restituendolo in primo piano: esperienze, memorie, incontri che emergono secondo un ritmo misterioso, rivelando un senso nascosto. Ma il tempo è anche richiamo silenzioso, crepa invisibile che attraversa i giorni e non lascia tregua. È sostanza in cui siamo immersi e che pure ci resta estranea. È prigione senza mura che trascina dall’ieri al domani. Eppure può diventare soglia: lì dove tutto si ferma e nell’istante tutto può accadere. Non lo si impara, lo si attraversa. Allora prende forme diverse: un gomitolo che si avvolge e si srotola, a volte lineare e disteso, a volte confuso e aggrovigliato. Non ha spigoli, non ferisce, resta materia morbida pronta ad accogliere le mani che lo cercano. È vortice che trattiene e accompagna, trama che non colpisce ma custodisce. Tempo è ciò che scorre, che sospende, che rivela. È dono e catena, assenza e presenza, misura e mistero. È vita che non si ferma ma che a volte, nell’istante, si lascia abitare.