Il mio lavoro, in breve
Una ricerca artistica tra pittura, luoghi e relazione.
Incontrare i luoghi, per arrivare al reale
Da oltre dieci anni porto avanti una ricerca artistica che nasce da una domanda:
è possibile entrare in relazione con il reale senza ridurlo immediatamente a ciò che già sappiamo, desideriamo o ci aspettiamo da esso?
Questa domanda attraversa tutto il mio lavoro. La pittura è il principale linguaggio attraverso cui questa ricerca prende forma, ma non ne costituisce il fine. La ricerca prende forma attraverso l'osservazione, la pittura, la scrittura e l'approfondimento teorico, e continua a svilupparsi attraverso la divulgazione.
Come si è sviluppata la ricerca
Questa domanda accompagna il mio lavoro da oltre dieci anni.
Per molti anni l'ho esplorata attraverso l'ascolto di centinaia di testimonianze, da cui nascevano i Dipinti Collettivi della Realtà. Non dipingevo il contenuto dei racconti. Cercavo di restituire il modo in cui ogni persona stava entrando in relazione con il reale.
Con il tempo mi sono accorta che sulla tela emergevano configurazioni relazionali che nessuna testimonianza, presa singolarmente, avrebbe potuto contenere. Non appartenevano ai singoli racconti, ma alle relazioni che si instauravano tra essi. Questa osservazione ha modificato profondamente il modo in cui guardavo il mio lavoro.
Da lì è nata una nuova domanda: se queste configurazioni possono emergere dall'incontro tra molte persone, possono emergere anche nell'incontro diretto con un luogo?
Da questa domanda nasce la serie Osservazione. Non rappresenta una nuova ricerca, ma un modo più diretto di percorrere la stessa. Le persone mi hanno insegnato a riconoscere queste configurazioni relazionali. I luoghi, oggi, mi stanno insegnando ad approfondirle.
Forme, qualità e fenomeni
Nel corso della ricerca ho iniziato a riconoscere alcuni elementi ricorrenti. Non costituiscono il centro della ricerca, ma il linguaggio attraverso cui provo a descrivere ciò che emerge quando la relazione con un luogo si apre.
Li ho chiamati forme, qualità e fenomeni. Non rappresentano categorie definitive né una teoria da applicare alla realtà. Sono strumenti provvisori, nati dall'esperienza dell'osservazione e continuamente rimessi alla prova dalla ricerca.
Le forme sono configurazioni relazionali. Non riguardano gli elementi presenti in un luogo, ma il modo in cui essi entrano in relazione e organizzano la situazione.
Le qualità descrivono il modo in cui queste configurazioni si manifestano. Una stessa forma può apparire stabile o fragile, densa o leggera, diffusa o concentrata, nitida o sfumata.
I fenomeni riguardano ciò che accade nell'esperienza quando queste configurazioni diventano percepibili. Possono manifestarsi, ad esempio, come un rallentamento improvviso, una diversa percezione del tempo o dello spazio, una particolare intensificazione della presenza o un cambiamento nel modo di abitare la situazione.
Forme, qualità e fenomeni non vengono cercati in anticipo. Emergono progressivamente dall'osservazione e vengono successivamente verificati attraverso la pittura, la scrittura e il confronto con altre osservazioni.
Nominarli non significa trasformarli in concetti definitivi, ma poter continuare a interrogarli. Ogni nome rimane provvisorio, aperto a essere precisato, modificato o persino abbandonato, se l'esperienza della ricerca lo richiederà.
Come nasce un'osservazione
Ogni osservazione nasce dall'incontro diretto con la montagna. Può trattarsi di un lago, una valle o un ghiacciaio; sono i luoghi in cui abito. Ciò che conta non è il luogo in sé, ma la possibilità che, in quell'incontro, emerga qualcosa che non avevo previsto.
L'osservazione non cerca di raccogliere informazioni sul luogo né di confermare un'idea già esistente. Cerca piuttosto di creare le condizioni affinché la relazione con il reale possa svilupparsi prima che venga immediatamente ricondotta alle mie interpretazioni.
Nel tempo dell'osservazione raccolgo ciò che emerge dall'esperienza e, successivamente, torno su questi materiali per approfondire le configurazioni relazionali, le qualità e i fenomeni che si sono resi percepibili.
Questo lavoro non ha lo scopo di descrivere un luogo in modo oggettivo, né di interpretarlo simbolicamente. È un tentativo di restituire, attraverso la pittura e la scrittura, alcune delle relazioni che, in quel preciso momento, rendevano quella situazione ciò che era.
Da ogni osservazione possono nascere dipinti, testi, articoli o altri sviluppi della ricerca. Ogni restituzione rappresenta un modo diverso di continuare a interrogare ciò che è emerso nell'incontro.
Un esempio
Osservazione 001 — Lej Nair · Engadina
Ogni osservazione inizia con la volontà di recarmi in un determinato luogo attorno a me. Nel caso del Lej Nair, ciò che è emerso non è stato soltanto il lago come insieme di elementi osservabili, ma una configurazione relazionale in cui si rendevano percepibili forme come la coesistenza, la vastità abitabile, il ritmo e la permeabilità.
Queste forme non vengono cercate in anticipo. Emergono progressivamente dall'osservazione e vengono successivamente approfondite attraverso la scrittura e la pittura.
L'opera che nasce da questa osservazione non rappresenta il luogo, ma cerca di restituire alcune delle relazioni che, in quel momento, rendevano quel luogo ciò che era.
Come la ricerca prende forma
La ricerca prende forma attraverso pratiche e linguaggi diversi. Ognuno approfondisce la stessa domanda da una prospettiva differente e contribuisce allo sviluppo dell'intero percorso.
Pittura
Ogni dipinto rappresenta una forma di restituzione della ricerca. Non rappresenta un luogo, ma prova a rendere percepibili alcune delle relazioni emerse durante l'osservazione di quel luogo.
Scrittura
Articoli, appunti e testi di approfondimento accompagnano la ricerca, permettendo di chiarire, verificare e sviluppare le domande che emergono dall'esperienza.
Newsletter
Ogni mese condivido osservazioni, sviluppi della ricerca e testi inediti attraverso una newsletter aperta a chi desidera seguirne l'evoluzione nel tempo.
Esperienze
In alcuni casi la ricerca prende forma anche attraverso esperienze condivise nei luoghi. Camminate, incontri e altre attività diventano occasioni per esplorare insieme alcune delle domande che attraversano il lavoro.
Perché questa ricerca
Viviamo in un tempo in cui gran parte delle nostre relazioni con persone, luoghi e situazioni è mediata da informazioni, interpretazioni e aspettative. Questi strumenti sono indispensabili, ma possono precedere l'incontro fino a renderlo quasi superfluo.
La ricerca nasce dal tentativo di esplorare una possibilità diversa: creare le condizioni affinché il reale possa essere incontrato prima di essere immediatamente ricondotto a ciò che già sappiamo, desideriamo o ci aspettiamo da esso.
Non si tratta di rinunciare alla conoscenza o all'interpretazione. Si tratta di chiedersi se sia possibile lasciare emergere qualcosa prima che venga assorbito dalle categorie con cui abitualmente leggiamo il mondo.
La pittura, l'osservazione, la scrittura e l'approfondimento teorico rappresentano modi diversi di esplorare questa domanda. Le forme, le qualità e i fenomeni costituiscono il linguaggio attraverso cui questa ricerca prova, oggi, a descrivere ciò che emerge dall'incontro con il reale. Attualmente mi sto dedicando ai luoghi di montagna, quelli che si trovano attorno a me.
Chi sono
Mi chiamo Giada Bianchi e vivo e lavoro in Engadina. Da oltre dieci anni porto avanti una ricerca artistica dedicata alla possibilità di entrare in relazione con il reale senza ridurlo immediatamente a ciò che già sappiamo, desideriamo o ci aspettiamo da esso.
Questa ricerca prende forma attraverso l'osservazione, la pittura, la scrittura, l'approfondimento teorico e la divulgazione. Ho conseguito un Master in Scienza, Filosofia e Teologia delle Religioni presso l'Università della Svizzera italiana.
Oggi continuo a sviluppare questa ricerca osservando i luoghi, per comprendere come sia possibile entrare in relazione con il reale e trovare una forma attraverso la pittura.
Come prendere parte alla ricerca
Ogni ricerca cresce attraverso il tempo, il confronto e le relazioni che incontra. Anche questa continua a svilupparsi grazie alle persone che la leggono, la mettono in dialogo con altri contesti, la sostengono o decidono di camminarne un tratto. Esistono diversi modi per prenderne parte.
Acquistare un'opera
Ogni dipinto rappresenta una tappa della ricerca. Accogliere un'opera significa custodire una parte di questo percorso e contribuire concretamente alla sua continuità.
Seguire la ricerca
Articoli, newsletter e materiali pubblicati online permettono di seguirne gli sviluppi e di accompagnarne l'evoluzione nel tempo.
Collaborare
Fondazioni, istituzioni culturali, enti, aziende e realtà interessate possono contribuire allo sviluppo della ricerca attraverso collaborazioni, progetti, esposizioni, residenze o altre iniziative coerenti con il percorso.
Sostenere la ricerca
L'osservazione, il lavoro in atelier, la scrittura e lo sviluppo dei progetti richiedono tempo e continuità. Sostenere economicamente la ricerca significa rendere possibile il suo sviluppo attraverso nuove opere, pubblicazioni e progetti.
Creare connessioni
Molte delle possibilità più importanti nascono da un incontro. Presentare questa ricerca a una persona interessata, suggerire un contatto o metterla in dialogo con nuovi contesti è già una forma preziosa di partecipazione.
Io non voglio sentire un luogo, io voglio incontrarlo.
Questa ricerca continua a svilupparsi attraverso l'osservazione, la pittura, la scrittura e il dialogo con il mondo. Se senti che questa domanda può avere valore anche per il tuo percorso, per il contesto in cui lavori o per la tua realtà, sarò felice di incontrarti e immaginare insieme come questa ricerca possa continuare a crescere.