Le forme del reale

Una ricerca artistica tra osservazione, pittura e relazione.

Da oltre dieci anni porto avanti una ricerca artistica nata attorno a una domanda: è possibile incontrare davvero qualcosa prima che venga immediatamente interpretato, giudicato o ricondotto a ciò che già conosciamo?

Questa domanda nasce dall'osservazione di una tendenza diffusa: quella di trasformare rapidamente ciò che incontriamo in qualcosa che possiamo spiegare, utilizzare o confermare. In questo passaggio, persone, luoghi e situazioni rischiano talvolta di essere consumati prima ancora di essere realmente incontrati.

La mia ricerca esplora la possibilità di una relazione diversa: un incontro in cui ciò che abbiamo davanti possa manifestarsi prima di diventare una risposta, una conferma o un prodotto del nostro sguardo.

Una nuova direzione

Negli ultimi anni questa domanda ha progressivamente trovato una nuova espressione nell'osservazione diretta dei luoghi e delle situazioni quotidiane.

Se in passato la ricerca si è sviluppata soprattutto attraverso l'ascolto delle persone e delle loro testimonianze, oggi viene esplorata anche attraverso l'incontro con ciò che accade nei luoghi stessi.

Un lago, una valle, una strada, un bosco o una situazione ordinaria diventano occasioni per osservare che cosa emerge quando si rinuncia, per quanto possibile, a interpretare immediatamente ciò che si ha davanti.

In queste osservazioni ho iniziato a riconoscere alcuni elementi ricorrenti. Non riguardano gli oggetti presenti in un luogo, ma il modo in cui ciò che è presente entra in relazione.

Per descriverli utilizzo tre parole: forme, qualità e fenomeni.

Non rappresentano una teoria o un sistema da applicare alla realtà. Sono il tentativo di nominare ciò che emerge dall'esperienza diretta dell'incontro.

Forme, qualità e fenomeni

Quando osserviamo un luogo, tendiamo spontaneamente a concentrarci sugli elementi che lo compongono: un lago, degli alberi, una montagna, una strada, le persone che passano. Nel corso della ricerca ho iniziato ad accorgermi che ciò che più mi interessava non erano gli elementi in sé, ma il modo in cui stavano insieme.

Ho chiamato forme le configurazioni relazionali che emergono dal momento. Non riguardano gli oggetti, ma il modo in cui questi entrano in relazione e organizzano la situazione.

Le qualità riguardano invece il modo in cui queste forme si manifestano. Una stessa forma può apparire stabile o fragile, densa o leggera, diffusa o concentrata, nitida o sfumata.

I fenomeni riguardano ciò che accade quando queste configurazioni entrano in relazione con l'esperienza vissuta. Ad esempio un rallentamento improvviso, una sensazione di vastità in cui sostare, un cambio do prospettiva o proporzione, una particolare intensificazione della presenza, un cambiamento nel modo di percepire il tempo o lo spazio possono essere esempi di fenomeni emergenti.

Questi elementi non vengono cercati in anticipo ma emergono progressivamente dall'osservazione.

Per questo motivo non rappresentano una teoria da applicare ai luoghi, ma il tentativo di descrivere alcune delle relazioni che si rendono percepibili nell'incontro con essi.

Nominarle non serve a spiegarle o a possederle, ma a restare più a lungo in relazione con ciò che emerge prima che venga immediatamente consumato dal giudizio, dall'interpretazione o dall'abitudine.

Come nasce un'osservazione

Ogni osservazione nasce dall'incontro diretto con un luogo o una situazione quotidiana. Può trattarsi di un lago, una valle, un bosco, una strada o di una configurazione che emerge in un contesto ordinario.

L'osservazione non cerca di raccogliere informazioni sul luogo né di confermare un'idea già esistente. Cerca piuttosto di restare abbastanza a lungo nella situazione da permettere ad alcune relazioni di rendersi percepibili.

Durante queste osservazioni raccolgo appunti, registrazioni audio e tracce dell'esperienza vissuta. Successivamente torno su questi materiali per riconoscere e approfondire le forme, le qualità e i fenomeni emersi nell'incontro.

Questo lavoro non ha lo scopo di descrivere un luogo in modo oggettivo, né di interpretarlo simbolicamente. È un tentativo di restituire alcune delle relazioni che, in quel preciso momento, hanno reso quella situazione ciò che era.

Da queste osservazioni nascono dipinti, testi, articoli e future esperienze dedicate all'esplorazione del reale.

Un esempio

Osservazione 001 — Lej Nair · Engadina

Ogni osservazione nasce dall'incontro diretto con un luogo o una situazione quotidiana. Nel caso del Lej Nair, ciò che è emerso non è stato semplicemente un lago, ma una particolare configurazione relazionale fatta di coesistenza, vastità abitabile, ritmo e permeabilità.

Questi elementi non vengono cercati in anticipo. Emergono progressivamente dall'osservazione e vengono successivamente approfonditi attraverso la scrittura e la pittura.

L'opera che nasce da questa osservazione non rappresenta il luogo. Cerca piuttosto di restituire alcune delle relazioni che, in quel momento, rendevano quel luogo ciò che era.

→ Approfondisci l'osservazione e il dipinto

Cosa nasce da un'osservazione

La ricerca prende forma attraverso linguaggi diversi che si alimentano reciprocamente.

Pittura

Le osservazioni danno origine a opere che cercano di restituire alcune delle relazioni emerse nell'incontro con luoghi e situazioni quotidiane.

→ Esplora le opere visive

Scrittura

Articoli, appunti e testi di approfondimento accompagnano il lavoro di osservazione, permettendo di sviluppare e condividere le domande che emergono dall'esperienza.

→ Leggi ricerca e scrittura

Newsletter

Ogni mese condivido riflessioni, osservazioni e sviluppi della ricerca attraverso una newsletter aperta a chi desidera seguirne l'evoluzione nel tempo.

→ Scopri la newsletter

Esperienze

Alcune osservazioni trovano continuità in camminate, incontri e altre esperienze condivise nei luoghi.

→ Scopri le esperienze

Perché questa ricerca

Viviamo in un tempo in cui molte delle nostre relazioni con persone, luoghi e situazioni passano attraverso informazioni, interpretazioni e aspettative già esistenti. Questi strumenti sono preziosi, ma talvolta rischiano di sostituire l'incontro stesso.

Questa ricerca nasce dal desiderio di esplorare una possibilità diversa: creare condizioni in cui qualcosa possa essere incontrato prima di essere immediatamente spiegato, giudicato o consumato.

Non per rinunciare alla conoscenza, ma per lasciare spazio a ciò che può emergere quando la relazione precede l'interpretazione.

Le forme, le qualità e i fenomeni osservati nei luoghi rappresentano uno dei modi attraverso cui questa domanda continua oggi a svilupparsi.

La pittura, la scrittura e le esperienze che ne derivano sono tentativi di condividere e approfondire questa esplorazione.

Chi sono

Mi chiamo Giada Bianchi e vivo e lavoro in Engadina. Da oltre dieci anni porto avanti una ricerca artistica dedicata al rapporto tra persone, luoghi e situazioni quotidiane. Nel tempo questa ricerca ha dato origine a dipinti, progetti partecipativi, pratiche di osservazione, scrittura ed esperienze condivise.

Ho conseguito un Master in Scienza, Filosofia e Teologia delle Religioni presso l'Università della Svizzera italiana.

Oggi il mio lavoro si concentra sull'osservazione di forme, qualità e fenomeni emergenti nei luoghi e nelle situazioni quotidiane.

→ Approfondisci il mio percorso

Come prendere parte alla ricerca

Nel corso degli anni questa ricerca è cresciuta grazie alle persone, ai luoghi e alle relazioni che ha incontrato. Esistono diversi modi per prenderne parte.

Acquistare un'opera

Le opere rappresentano una delle forme attraverso cui la ricerca prende corpo. Acquistare un dipinto significa portare con sé una traccia di questo percorso e contribuire alla sua continuità.

→ Esplora le opere visive

Seguire la ricerca

Articoli, newsletter e contenuti condivisi online permettono di seguire l'evoluzione del lavoro nel tempo.

→ Iscriviti alla newsletter

Collaborare

La ricerca può svilupparsi attraverso collaborazioni con fondazioni, istituzioni culturali, aziende, territori e realtà interessate a esplorare nuove forme di relazione con luoghi, persone e contesti contemporanei.

→ Contattami

Contribuire al suo sviluppo

È anche possibile sostenere direttamente il lavoro attraverso contributi destinati ai periodi di osservazione, alla produzione artistica, alla scrittura, alla documentazione e ai futuri progetti editoriali ed espositivi.

→ Scrivimi

Creare connessioni

Molte opportunità nascono da incontri, suggerimenti e passaparola. Segnalare la ricerca, condividere un'opera, presentarla a una persona interessata o creare nuove connessioni rappresenta una forma di partecipazione altrettanto preziosa.

→ Mettiamoci in contatto

Alcune ricerche nascono da una domanda. Altre continuano a esistere grazie alle relazioni che quella domanda incontra nel tempo. Se desideri approfondire il lavoro, discutere una possibile collaborazione o semplicemente entrare in contatto, sarò lieta di ascoltarti.

info@giada.ch